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La manutenzione delle Launeddas. Come gestire e domare le Launeddas

Articolo del Blog di Vinicio Sanna | Launeddas
Dopo aver acquistato una Launeddas è bene seguire dei piccoli accorgimenti per mantenere il proprio strumento sempre al massimo. In questo articolo vediamo quali sono questi accorgimenti …
Articolo pubblicato il giorno 4 Set, 2020

Le Launeddas sono uno strumento vivo. Come ogni essere vivente esso varia in base all’ambiente a esso circostante. Il primo elemento importantissimo è certamente la Cabitzina. Le Launeddas, infatti, hanno la propria ancia ricavata su un pezzo di canna molto sottile. Questo comporta che l’ancia risulti molto sensibile alla temperatura, all’umidità ed anche al fatto di non essere suonata per periodi lunghi. Il tutto può portare quindi alla scordatura dello strumento, al sollevamento dell’ancia e al tapparsi dell’ancia durante l’uso dello strumento. Questi inconvenienti sono dovuti al fatto che, essendo la canna una pianta legnosa, assorbe umidità e sensibile agli sbalzi termici. Ora vediamo come evitare tutto questo …

Dove conservare le Launeddas?

Appena acquistato lo strumento bisogna prestarli particolare cura. La prima cosa da fare è certamente trovare un luogo senza umidità e che non soffra di sbalzi termici dove poterla conservare. Qualora non si abbia in possesso uno Stracasciu (custodia tipica dove riporre in totale tranquillità le proprie Launeddas) potrebbe andare bene anche un contenitore in legno, preferibilmente rivestito internamente in stoffa ed esternamente in cuoio. È consigliabile utilizzare lo Stracasciu perché i suoi materiali permettono un perfetto isolamento dello strumento dai fattori esterni e ad una regolazione dell’umidità all’interno del contenitore.

Come domare le Launeddas?

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Uno strumento appena costruito ha bisogno di essere domato, ovvero di essere stabilizzato. Una buona domatura permette che l’ancia sia più resistente agli sbalzi di umidità e temperatura.

Quella della domatura è una tecnica che si acquisisce con tempo e pazienza, ma vedremo insieme di iniziare a sperimentarla con alcune nozioni. Se acquisti una delle mie Launeddas, esse sono già domate. È bene però conoscere questa tecnica e, perché no, applicarla anche dopo la consegna per rendere lo strumento perfettamente stabile e duraturo nel tempo.

Durante la domatura bisogna suonare lo strumento ogni giorno per un periodo di tempo tale affinché l’ancia non subisca stress. Vediamo bene nel dettaglio …

  • Prendere lo strumento e suonarlo per circa 20/30 secondi. In questo modo possiamo verificare se l’ancia, durante la suonata, ha delle variazioni di tonalità.
  • Qualora ci sia una variazione di tonalità è necessaria metterla in tonalità accordandola con la cera che si trova sopra la linguetta. Nel caso la tonalità sia troppo bassa è necessario rimuovere un po’ di cera, qualora invece la tonalità sia troppo alta è bene aggiungere della cera.
  • Grazie all’utilizzo di un accordatore possiamo prima mettere in tonalità Su Tumbu, quindi intonare Sa Mancosa a Su Tumbu ed infine Sa Mancosedda.

Ricordo che la tonalità di ogni Launeddas è data da Su Tumbu. Se quindi abbiamo acquistato un Puntu e Organu in Sib Su Tumbu dovrà essere accordato con un Sib. Lo stesso sarà anche per gli altri Cuntzertus …

Sia nella Mancosa che nella Mancosedda abbiamo la nota di tonalità. Ogni Cuntzertu segue delle regole differenti, vediamole insieme:

  • Nel caso di un Puntu e Organu
    • la nota di tonalità della Mancosedda è quella de “S’Arrefinu”: questa la si ottiene chiudendo tutti i fori tranne l’ulitmo, quello più lontano dalla Cabitzina
    • la nota di tonalità della Mancosa: è la seconda nota più alta, essa si ottiene chiudendo tutti i fori eccetto il secondo partendo dall’ancia.
  • Nel caso di un Fiorassu
    • la nota di tonalità della Mancosedda: la si ottiene lasciando gli ultimi due fori aperti (quelli più lontani dalla Cabitzina)
    • la nota di tonalità della Mancosa: la si ottiene lasciando il primo e l’ultimo foro aperti
  • Nel caso di una Fiuda
    • la nota di tonalità della Mancosedda: la si ottiene lasciando il primo e l’ultimo foro aperti
    • la nota di tonalità della Mancosa: la si ottiene lasciando l’ultimo foro aperti (quello più lontano dalla Cabitzina)

Per aiutarci in questa accordatura possiamo utilizzare un accordatore professionale (reperibile nei negozi di musica) oppure tramite delle App per cellulari.

Dopo aver accordato lo strumento lo si dovrebbe suonare fino a quando non ci accorgiamo che ci sono delle variazioni nell’ancia. A questo punto consiglio quindi di riporre lo strumento nell’astuccio. Effettuare nuovamente la stessa operazione il giorno successivo.

Come conservare le Launeddas per lunghi periodi?

Può capitare che per alcuni giorni non ci sia possibile suonare le nostre Launeddas. In questo caso è bene, per evitare che la linguetta de Sa Cabitzina si alzi, posizionare un po’ di nastro carta nella linguetta cosi da far in modo di mantenere la linguetta abbassata. Quando poi dovremmo nuovamente suonare lo strumento dovremmo pizzicare la linguetta molto delicatamente affinché acquisisca nuovamente la sua posizione ideale.

Tutti questi interventi devono essere svolti con particolare attenzione e cura. Quando si agisce sulla Launeddas bisogna sempre fare tutto in maniera delicata e dare quindi la massima attenzione ad ogni singolo movimento.

In questo modo possiamo conservare il nostro strumento per lungo tempo … se hai qualche consiglio, curiosità o dubbio ti invito a scriverla tra i commenti quì sotto. Sarà mia cura e piacere rispondere alle tue curiostià e prendere nota di eventuali consigli. Ricordiamoci lo scopo di questo Blog … condividere e diffondere la tradizione di questo splendido strumento.

Grazie per la lettura.

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Vinicio Sanna

Sono un Maestro Costruttore di Launeddas & Sulittu che con questo Blog vuole promuovere la Musica e le Tradizioni della Sardegna in tutto il mondo. Il mio obiettivo è quello di dare a questi fantastici strumenti musicali la giusta importanza che meritano. Leggi la mia biografia completa …

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Vinicio Sanna

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