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Launeddas

strumento con una storia millenaria, radici oscure ed un suono affascinante

Launeddas di Sardegna

Cosa sono le Launeddas?

Ma cosa sono realmente le launeddas? Entrando nel dettaglio, questo strumento, può essere classificato come aerofono. Sostantivo con il quale si raggruppano tutti quei strumenti nei quale l’aria è il principale artefice del suono. Un sotto insieme sul quale può essere inoltre inserito è quello dei clarinetti in serie. Per gli studiosi, infatti, con il termine “clarinetto” non si intende il semplice strumento bensì un insieme di strumenti nei quali l’ancia è composta da una sola lamella, come nel caso delle launeddas.

composizione Launeddas

Come sono fatte le Launeddas?

Le Launeddas sono composte da tre cilindri ricavati da delle canne. La più lunga, senza fori, è il tumbu. Essa produce un suono assimilabile a quello di un basso. Questo, data la sua lunghezza che può arrivare ad oltre un metro, viene spesso diviso in due o tre pezzi facilmente assemblabili tra di loro.

Le altre due canne con i fori, sono invece la mancosa manna mancosedda. In base alla tonalità ed alla tipologia di Launeddas, queste avranno fori con posizioni e distanza differente, come vedremo nel dettaglio dopo.

All’estremità di ognuna delle tre canne si può invece trovare la cabitzina. Essa può variare in dimensioni e diametro in base alla tipologia ed alla tonalità. All’interno della cabitzina si trova invece l’elemento chiave dello strumento. C’è chi la chiama: l’anima della Launeddas … Parliamo dell’ancia. In sardo linguatzu, esso è composto da una sola lamella e, a differenza dei clarinetti per esempio, essa viene creata direttamente sulla canna.

È uno strumento di origini antichissime in grado di produrre polifonia

Wikipedia.it

Storia delle Launeddas

Le origini delle Launeddas

Non si ha una data certa però si è certi che le Launeddas erano già presenti nella preistoria. L’antichità delle Launeddas sarebbe stata già evidenziata in epoca nuragica con il celebre bronzetto itifallico. Rinvenuto ad Ittiri, provincia di Sassari, questo bronzetto raffigurerebbe un suonatore di launeddas intento a dar voce al suo strumento.

Lo stesso nome launeddas, ancora oggi, produce curiosità e misteri tra gli studiosi. Sono infatti ormai vari secoli che studiosi di ogni genere cercano di trovare una corretta etimologia del termine a suon di pubblicazioni. Ad oggi, non si è ancora riusciti a trovare una origine che metta tutti d’accordo.

composizione Launeddas

Launeddas, tra mitologia e realtà

Questo strumento musicale così genuino ha però ancora, su di se, un velo oscuro. Lo stesso bronzetto di Ittiri (oltre a raffigurare un uomo che suonava le launeddas, rappresenta anche una erezione da parte del suonatore) evidenzia da subito come il suo uso uso è possibilmente riconducibile a orge rituali di fertilità e fecondazione.

E’ invece certo l’uso in rituali magico-rituali come nei riti dell’argia o malmignatta. Versione sarda del più celebre tarantismo del sud Italia. Una terapia musicale frenetica nella quale venivano “curate” perlopiù donne in stato avanzato di isteria o disturbi psicologici. Questa terapia consisteva nel danzare freneticamente attorno al “paziente” dietro l’accompagnamento di alcuni strumenti musicali, tra cui le Launeddas. C’è chi lo definisce: un esorcismo musicale.

Diffusione delle Launeddas

Launeddas in Sardegna e nel Mondo

In antichità si è certi che le launeddas fossero diffuse ed utilizzate quotidianamente in tutta l’isola senza alcuna differenza sostanziale. Negli ultimi decenni, purtroppo, questa diffusione sta piano piano affievolendo. Oggi, purtroppo, le launeddas sono diffuse solamente in alcune parti del Campidano, della Trexenta e del Sarrabus. Grazie all’emigrazione di molti sardi questo strumento musicale ha fatto parlare di se in Inghilterra, Germania e Belgio. Il suo suono così melodioso e la sua composizione così atipica lo rendono, per molti studiosi e musicisti, uno strumento affascinante e da approfondire.

Ogni suonatore di Launeddas va in giro con il proprio stracàsciu, una custodia di pelle dalla forma cilindrica in cui ripone diversi strumenti. Non lo fa per il timore che qualcuno di questi possa rompersi o non funzionare bene, ma perché ha necessità di avere sempre con sé svariati cuntzertus.

Enciclopedia Musica Sarda, Unione Sarda

Cuntzertus Launeddas

Launeddas per tutti i gusti e circostanze

A differenza di quanto potrebbe sembrare le launeddas non sono da considerarsi come un unico strumento. Le caratteristiche di ogni singola canna e la sua combinazione con altre porta quindi a usare il termine Launeddas per definire una famiglia di strumenti musicali. Come nella famiglia degli archi abbiamo il violino, viola, violoncello e il contrabbasso, nella famiglia delle Launeddas abbiamo i vari cuntzertus.

Ogni cuntzertus si distingue da un altro per le note che può raggiungere grazie alle due canne che creano la melodia: la mancosa e la mancosedda. Note che possono essere raggiunte a seconda della posizione del foro e della distanza da quello prossimo.

I più utilizzati

Mediana | Fioràssiu | Puntu ‘e òrganu

cuntzertus più utilizzati sono la Mediana, il Fioràssiu, e il Puntu ‘e òrganu. Questi sono quelli che vengono suonati per primi dagli apprendisti. Vengono inoltre scelti anche per le varie nodas disponibili (accordi o frasi musicali tramandati di generazione in generazione).

Occasioni Particolari

Mediana | Fioràssiu | Puntu ‘e òrganu

Seppure non diffusi come i precedenti, A pipia Frassetu, sono dei cuntzertus  che resistono ancora oggi e vengono utilizzati da vari suonatori per occasioni particolari. Questi due consento di riprodurre alcune nodas particolari utilizzate in particolari situazioni.

Scomparsi

Cuntzertus in disuso

Quelli più famosi sono probabilmente 10, ma i cuntzertus sono numerosi. Decine di combinazioni hanno fatto da protagonista in questi millenni di storia, ma oggi, a causa dell’inutilizzo dei suonatori attivi nei scorsi secoli ad oggi conosciamo solo qualche decina.

Respirazione Circolare

La respirazione circolare sulle Launeddas

La launeddas, a differenza di altri strumenti musicali a fiato come la tromba o il flauto, producono un suono continuo e senza alcuna interruzione. Questo è possibile grazie alla tecnica della respirazione circolare o conosciuta anche come a fiato continuo. Questa tecnica consente di suonare lo strumento senza dover interrompere il flusso d’aria per poter prendere fiato.

Questa tecnica viene utilizzata solo da pochi strumenti etnici nel mondo ed è spesso additata come più difficile della stessa diteggiatura.

INIZIA ORA AD IMPARARE A SUONARE LE LAUNEDDAS
Riuscire nella respirazione circolare è il primo requisito necessario per poter imparare a suonare le launeddas. Grazie ad alcuni semplici accorgimenti è possibile da subito, senza alcun strumento, iniziare a fare pratica autonomamente e quindi essere pronti a suonare.

Chissà se quel fascino che ancora oggi circonda le Launeddas sia dovuto al suo suono melodioso, oppure a quel velo di mistero che ancora oggi non si conosce …

Vinicio Sanna

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